Patagonia, Sergio Bonelli Editore. Texone n.23, testi di Mauro Boselli e disegni di Pasquale Frisenda.
Una storia come, su Tex, ne capita una ogni dieci anni. Se si è fortunati.
Leggo Tex da quando avevo nove anni. Grazie a Tex, ho scoperto il lato adulto del fumetto e ho continuato a cercare nuovi tipi di fumetto. Ho scoperto grandi autori, grandi personaggi, storie bellissime, ma Tex non l'ho mai abbandonato. Come un amico fedele, uno di cui ti puoi fidare... Fino a pochi anni fa, quando l'ho abbandonato perché molte storie non mi appassionavano più. Anzi, mi irritavano. E ne soffrivo.
Ma questo albo gigante mi ha ripagato di anni di storie mediocri o senza mordente.
Boselli ha creato un microcosmo credibile, punteggiato da personaggi affascinanti (e anche contradditori come pochi altri nella saga di Tex Willer), per costruire una vicenda che parte lenta, per poi svilupparsi in un inesorabile andamento in crescendo.
Nelle 220 pagine del fumetto c'è una summa della saga del ranger. C'è la lotta contro i pregiudizi, la non accettazione passiva delle ingiustizie, l'anelito alla libertà e una sacrosanta, anarchica ricerca di un sistema di vita più giusto.
La vicenda assume contorni epici e anche commoventi, nel dipanarsi del rapporto tra Tex e suo figlio Kit. Forse la commozione è un privilegio riservato a chi ama da decenni i personaggi e li considera ormai dei famigliari aggiunti, ma la potenza evocativa e straziante di alcune scene è alla portata di ogni lettore.
Boselli non ci regala innovazioni stilistiche valide in generale, nuovi metodi di narrazione o tecniche rivoluzionarie. Ma utilizza la tecnica come su Tex non era mai stato fatto (e già questo, di per sé, è un fattore dirompente), lavorando su una sceneggiatura dai tempi pressocché perfetti. Le svolte sono numerose e agiscono sul plot in maniera destabilizzante. Il lettore rimane estasiato, e sorpreso.
Frisenda qua ha superato i livelli dei suoi migliori MV, che erano altissimi.
I personaggi recitano e vivono, hanno espressioni talmente umane che sembrano veri e non disegnati su carta. Il suo apporto alla sceneggiatura è eccezionale. Sia, come detto, nella resa dei personaggi, sia nell'utilizzo di inquadrature che sono sempre diverse ma non sono mai mero sfoggio di virtuosismo. L'obiettivo primario di Frisenda è la narrazione.
Ma la sua tecnica sopraffina gli permette di condirla con disegni bellissimi e un uso del bianco e nero che fa restare a bocca aperta.
Patagonia è un'avventura epica, emozionante, tesa, violenta.
Il fumetto che più mi ha emozionato nel 2009, e ne ho letto tanti... la dimostrazione che le barricate tra fumetto popolare e d'autore sono fumo.
Una capolavoro. Un capolavoro che non apporta innovazioni linguistiche o sperimentazioni, ma che raggiunge -probabilmente- uno dei massimi risultati del fumetto Bonelli. Una sceneggiatura perfetta e una resa grafica eccezionale.
Consigliato.







