Ecco il settimo episodio di Orlo Macchina. Come dite, per ora siamo arrivati SOLO al 5? Eh lo so, ma il sei è da mesi fermo in una cartella nascosta della mia memoria portatile e il suo momento non è ancora arrivato. Come già fece Battiato con Fleurs, anch'io salto un numero. E poi la matematica su questo blog è un'opinione. E anche un'opinione banale, ecco.
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Torniamo finalmente dal vivo, sabato 17, assieme ai grandi Nous Autres. La serata servirà a finanziare l'associazione culturale Kenemèri (per chi non è sardo, "senza padrone"), che si occuperà di fare cultura nelle nostre lande desolate senza svendersi a nessun allegro padroncino politico locale.
Eccomi di ritorno.
Per l'occasione vi regalo con una storia estiva, che mi è piaciuto tanto scrivere e che mi sono divertito a inzaccherare di inchiostro e colori digitali.
Necessita qualche spiegazione la mancanza di aggiornamenti (comunque mai periodici) di questo blog.
La prima spiegazione è che essendo il blog proprietà privata, potrei anche decidere di lasciarci crescere le erbacce per anni, aspettare che un vecchio pastore lo usucapisca e lamentarmi con me stesso per la mia scostanza.
La seconda spiegazione è più ampia. Non è che latito da questo blog. Latito dallo scrivere. Ogni giorno accendo il computer solo per lavorare con fotosciòppe. E basta. Non ho voglia di scrivere, niente, manco una riga. In compenso leggo, e tanto. Di solito, roba non proprio impegnativa. Pura evasione, direbbero i critici.
Quel che mi ci vuole, insomma.
Oggi però voglio farmi bello con il talento di un altro. E vi do un consiglio. Leggete QUESTO RACCONTO di Diego Cajelli. Lui è uno sceneggiatore bravissimo, autore di Pulp Stories, Milano Criminale e molti albi Bonelli. Col racconto che vi ho linkato, potrete avere cinque minuti di goduria pura. Di piacere nel leggere. Di esperienze personali che si fanno esperienze oggettive, che entrano dentro gli occhi, dentro il cervello, dentro i muscoli per spingerli a farvi spuntare un sorriso malinconico.
E tutto questo, gratis. Un applauso per la parola gratis.
Al mese prossimo, o forse prima.
edit 5/8: certo che a volte qualcuno trova le parole prima di te...