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10.4.12

LA PAROLA DELLA SETTIMANA #6 OROLOGERIA

La parola della settimana (passata) è
(A) OROLOGERIA
Nella settimana in cui i leghisti hanno scoperto che i nodi scorsoi andrebbero agitati anche per qualche loro dirigente, più di uno tra i politici ha commentato l'ondata di indagini sulle beghe economiche della Lega come becera espressione di "Giustizia a Orologeria".

Per chi non è avvezzo alla lettura politica delle indagini dei magistrati, dicasi "Giustizia a orologeria" qualsivoglia indagine che vada a tangere (ah, sia benedetto l'utilizzo dei verbi giusti!) gli interessi dei partiti politici in un periodo più o meno vicino alla campagna elettorale per elezioni politiche, amministrative, referendum, ballottaggi, primarie, elezione di rappresentanti di condominio o capoclasse.

Sventola ora, Luca!

Prendiamo per buono il geniale assunto e poniamo l'ipotesi (fantascientifica, eh) di un politico indagato.
Beh, se l'indagine avvenisse a pochi mesi di distanza dalle elezioni, potremmo senza dubbio concludere che l'interesse dell'inquirente non è accertare la verità sui fatti, ma semplicemente colpire il partito di appartenenza dell'inquisito, per fargli perdere voti.

Ora.
In Italia, secondo la mia tessera elettorale, negli ultimi 12 anni si è votato almeno una volta l'anno. Quando è andata bene.

Chiedo perciò al Berlusca, a Cicchitto, a Rixi, a Castei, a Gasparri e a tutti quelli che usano questa simpatica locuzione...
Ditemi voi, per favore, QUAND'E' CHE UN'INDAGINE E' ABBASTANZA LONTANA DALLE ELEZIONI (ripeto, da qualsivoglia elezione, dalle politiche alle comunali) DA NON POTER ESSERE DEFINITA "A OROLOGERIA"?

No, dai, ditemelo.

26.3.12

LA PAROLA DELLA SETTIMANA #5 INDIA

Torno a scrivere dopo una settimana nella quale sono stato qui.
Voi scusare ritardo, please. Per farmi pardon, Vi dico qual è la parola della settimana passata. è

India.

Inutile nasconderlo. Nel mio vivido immaginario, il fascino misterioso dell'India è riassunto in una figura emblematica alquanto spielberghiana.
KALI MAAA - SHAK DIDEEE!

India, India. Come diceva il poeta, quante volte l'abbiamo vista sulla cartina e sottovalutata.
Ora non si può più. L'India non è più il capolinea di musici alla ricerca di se stessi o la patria del fido Kammamuri.
Ora quando parlano di tigre indiana, non si pensa più a Shere Khan, ma all'intraprendenza dell'economia asiatica.

In questi giorni l'India è tornata alla ribalta per questioni di politica estera. Due marinai italiani arrestati e accusati di omicidio, due turisti rapiti (di cui uno liberato).

Ma in verità, cosa sappiano dell'India?
Più o meno una mazza, meno.

I mass media non fanno nessuno sforzo per capirla, come insegnava Tiziano Terzani.
E allora, capirla tocca a noi. Perché fra pochi anni, il terzo mondo da compatire e guardare dall'alto in basso, cocchi, saremo noi.
E non avremo nessun Indiana Jones cui affidarci.
SHOOORTY!

10.3.12

LA PAROLA DELLA SETTIMANA #4 OSTAGGIO

Ostaggio


Quand'erano piccoli, i miei genitori (o i genitori dei miei genitori) venivano costretti a rigare dritto con velate minacce, che di solito vertevano sulla possibilità di venire rapiti da un uomo nero (in Sardegna i più invocati sono Mommotti, Su Buginu e, dalle mie parti, Su Predi Sconcau, il prete senza testa).

Già ai miei tempi l'uomo nero era diventato più realistico, e i rapimenti venivano trasmessi in tivvù.
Il piccolo Augusto e il piccolo Farouk diventavano tuoi compagni di classe aggiunti.

Farouk prima del rapimento

Bambini ostaggi di
malviventi senza dignità, molto spesso sardi come me, che a incontrarli di notte anche Mommotti se la sarebbe fatta addosso.
Uomini dall'anima nerissima che non furono sconfitti da magie o sortilegi ma -udite udite- da una legge. Una legge impopolare, dolorosa, lesiva delle libertà personale ma, almeno per quanto riguarda i rapimenti di lungo periodo, funzionale.

Quella sul cosiddetto blocco dei beni.
Impossibilitati a pagare i riscatti richiesti, i parenti delle vittime potevano solo sperare nell'umanità (se presente) dei rapitori.

Il fatto è che in poco tempo, i rapimenti-fiume diminuirono fino quasi a sparire. Per usare una locuzione mutuata dall'economia, metterli in atto era diventato antieconomico, vista l'impossibilità a venire pagati.

Ma i rapitori non sono rimasti con le mani in mano. Si sono reinventati, mettendo in pratica un gran numero di sequestri lampo.
I sequestrati sono diventati ostaggi lampo. L'ultimo a Sassari, pochi giorni fa.

Ma all'estero.
All'estero non c'è il blocco dei beni. Esistono riscatti milionari, scambi con altri prigionieri. Per restare in ambito economico, esiste tutta una serie di esternalità positive legate al sequestro, che spinge ancora oggi a metterlo ancora in pratica.
Come ai tempi dell'Iliade.
Un crimine odioso, spesso definito 'da bestie', che le cosiddette bestie non si sono mai sognate di mettere in pratica. Avete mai sentito di un pastore tedesco che tiene in ostaggio un cincillà?
Rispondo io per voi: No.
Perché il rapimento è il crimine più umano (e assieme antiumano) che esista.

E quando leggo notizie beffardamente fasulle che parlano di ostaggi innocenti rilasciati, o di blitz falliti in maniera disastrosa che lasciano a terra gli ostaggi innocenti, crivellati da pallottole, mi viene da pensare a una cosa.

Che rivoglio Mommotti.

2.3.12

LA PAROLA DELLA SETTIMANA #3 PECORELLA

Pecorella.

No, non lui.

Ecco, lui.

Il nuovo simbolo dell'idiozia, il martire della stupidità che provoca sfaceli.

Mi rivolgo direttamente a te.
Hai tante colpe, Marco Bruno.

La prima colpa è quella di aver fatto perdere buona parte del consenso popolare alla lotta di cui fai parte.

La seconda colpa è quella di aver fatto moltiplicare, in questi giorni, le citazioni ad minchiam.
Due su tutte.
1) Pasolini che parteggiava per i poliziotti/proletari versus studenti/borghesucci a Valle Giulia.
Ebbasta, dai. Non se ne può più. Di tutto Pasolini si citano SEMPRE e SOLO quelle parole.
Estrapolandole in maniera oscena dal contesto in cui furono scritte, tra l'altro.

[chissenestracatasbatte mode on]
La prima volta che seppi di quello scritto di Pasolini fu tantissimi anni fa, da un editoriale di Antonangelo Liori sull'Unione. Devo ancora avere quell'editoriale che ritagliai e misi da parte (il fatto che Internet a quei tempi fosse per me una chimera mi riduceva a CONSERVARE UN EDITORIALE DI LIORI, che io possa bruciare per questo motivo).
Anche lì, il PPP era citato a sproposito. Ma io mica lo sapevo.
[/chissenestracatasbatte mode off]

2) Tu che ti dici ispirato da Peppino Impastato.
Ho sentito bestemmie meno deprimenti. Barzellette meno astruse.
Ma io dico... come si fa? Come si fa a confondere a questo modo coraggio e codardia, provocazione e vigliaccata, acume e ottusità?

Ammetti di aver sbagliato, non aggiungere porcherie a porcherie. E tappati quella boccaccia inutile.

25.2.12

LA PAROLA DELLA SETTIMANA #2 FARFALLINA

Farfallina.

Per saperne di più, CLICCA QUI.

Da bambino (o almeno, da bambino degli anni '80), le prime nozioni riguardanti il sesso venivano impartite utilizzando parole precise, dotate di una certa qual dolcezza. Vezzeggiativi che tingevano di innocenza parti anatomiche e atti che l'onnipresente morale cattolica/puritana ha tinto di lubrica lascivia, di depravazione, di sporcizia.

Il pisellino. La patatina. Il fagiolino. La farfallina.
Quanta delicatezza, quanta grazia nello spiegare il sesso a noi bambini (o almeno, a noi bambini degli anni '80) con parole che suscitano gioia e tenerezza.
Che non sono altro, poi, che le componenti principali del sesso.

Poi si passa a oggi. Oggi che la parola farfallina viene citata da giornali e tg per tacere del vuoto pneumatico propagandato dalla tv, della carenza di spunti d'interesse, della mancanza di attenzione per la qualità della scrittura e della creatività.
Tanto che l'idea strepitosa non è far vincere il Festival della canzone italiana a un pezzo becero nel suo qualunquismo, ma farlo vincere a un tatuaggio.
A-un-tatuaggio!

Viva l'Italia!

20.2.12

LA PAROLA DELLA SETTIMANA (PASSATA)

Sfigato.

Dustin Diamond aka Samuel 'Screech' Powers, gran visir di tutti gli sfigati

On. Giorgio Clelio Stracquadanio, 17/12/2012: “Sono stufo di una retorica piagnona. Non esiste guadagnare 500 euro al mese. Ma chi li guadagna? Ma quali giovani precari! La media dei consumi di telefonia mobile, il telefonino cosa che hanno tutti nelle mani, vediamo che non basterebbero quelli. Chi guadagna 500 al mese è una minoranza ed è uno sfigato che non è stato capace”.


Puoi leggere dell'intervento QUI, o guardarlo QUI


L'on. Stracq

L'onorevole Stracquadanio dà dello sfigato a chi guadagna 500 euro al mese e per questo è stato subissato di critiche.

E fin qui. Io credo sia una tattica elettorale. Mettiti contro un insieme di persone: ti odieranno, certo, ma si sa... molti nemici, molto onore. E poi, soprattutto, tutti gli altri faranno comunella con te!

Magico Stracquadanio, un diavoletto biondo sei! Già mi immagino le orde di professionisti strapagati pronti a darti il loro voto per farti conquistare nuovi, insperati seggi.

E tutto grazie a questo accorgimento -lo dico? Lo dico!- geniale.

Mi permetto perciò di dare a te e ai tuoi innovativi spin doctor alcuni consigli. Alcune nuove, strepitose categorie da mortificare offendere e umiliare.

Che so, potresti iniziare coi tornitori.

O i tifosi della Rubentus

O chi ha una mamma.

Ricordati di me, quando sarai nuovamente in Parlamento. Ciao Stracq!