20.9.09

INTO PROMO

Martedì 22 Settembre alle ore 23.59 potrete scaricare il secondo capitolo di Radio Punx dall'omonimo blog:

State in attesa.

8.9.09

SETTEGIORNI

Eccomi di ritorno.
Per l'occasione vi regalo con una storia estiva, che mi è piaciuto tanto scrivere e che mi sono divertito a inzaccherare di inchiostro e colori digitali.

CLICCA SOPRA PER LEGGERLO

1.8.09

AGGIORNAMENTI

Necessita qualche spiegazione la mancanza di aggiornamenti (comunque mai periodici) di questo blog.

La prima spiegazione è che essendo il blog proprietà privata, potrei anche decidere di lasciarci crescere le erbacce per anni, aspettare che un vecchio pastore lo usucapisca e lamentarmi con me stesso per la mia scostanza.

La seconda spiegazione è più ampia.
Non è che latito da questo blog. Latito dallo scrivere. Ogni giorno accendo il computer solo per lavorare con fotosciòppe. E basta. Non ho voglia di scrivere, niente, manco una riga.
In compenso leggo, e tanto. Di solito, roba non proprio impegnativa. Pura evasione, direbbero i critici.

Quel che mi ci vuole, insomma.

Oggi però voglio farmi bello con il talento di un altro.
E vi do un consiglio.
Leggete QUESTO RACCONTO di Diego Cajelli. Lui è uno sceneggiatore bravissimo, autore di Pulp Stories, Milano Criminale e molti albi Bonelli.
Col racconto che vi ho linkato, potrete avere cinque minuti di goduria pura.
Di piacere nel leggere.
Di esperienze personali che si fanno esperienze oggettive, che entrano dentro gli occhi, dentro il cervello, dentro i muscoli per spingerli a farvi spuntare un sorriso malinconico.

E tutto questo, gratis.
Un applauso per la parola gratis.

Al mese prossimo, o forse prima.

edit 5/8: certo che a volte qualcuno trova le parole prima di te...

14.7.09

Alzo la voce

E consiglio la lettura del perché sto alzando la mia piccola voce.

28.6.09

Patagonia!

Patagonia, Sergio Bonelli Editore. Texone n.23, testi di Mauro Boselli e disegni di Pasquale Frisenda.
Una storia come, su Tex, ne capita una ogni dieci anni. Se si è fortunati.
(c) SBE

Patagonia è la dimostrazione di come si possa ancora scrivere un western dall'impianto classico, con un personaggio che ha 61 anni e migliaia di spunti già utilizzati, semplicemente (se così si può dire) facendo agire il personaggio per quello che è: una leggenda più grande della vita, un amante senza fronzoli di libertà e giustizia.

Leggo Tex da quando avevo nove anni. Grazie a Tex, ho scoperto il lato adulto del fumetto e ho continuato a cercare nuovi tipi di fumetto. Ho scoperto grandi autori, grandi personaggi, storie bellissime, ma Tex non l'ho mai abbandonato. Come un amico fedele, uno di cui ti puoi fidare... Fino a pochi anni fa, quando l'ho abbandonato perché molte storie non mi appassionavano più. Anzi, mi irritavano. E ne soffrivo.

Ma questo albo gigante mi ha ripagato di anni di storie mediocri o senza mordente.

Boselli ha creato un microcosmo credibile, punteggiato da personaggi affascinanti (e anche contradditori come pochi altri nella saga di Tex Willer), per costruire una vicenda che parte lenta, per poi svilupparsi in un inesorabile andamento in crescendo.
Nelle 220 pagine del fumetto c'è una summa della saga del ranger. C'è la lotta contro i pregiudizi, la non accettazione passiva delle ingiustizie, l'anelito alla libertà e una sacrosanta, anarchica ricerca di un sistema di vita più giusto.
La vicenda assume contorni epici e anche commoventi, nel dipanarsi del rapporto tra Tex e suo figlio Kit. Forse la commozione è un privilegio riservato a chi ama da decenni i personaggi e li considera ormai dei famigliari aggiunti, ma la potenza evocativa e straziante di alcune scene è alla portata di ogni lettore.

Boselli non ci regala innovazioni stilistiche valide in generale, nuovi metodi di narrazione o tecniche rivoluzionarie. Ma utilizza la tecnica come su Tex non era mai stato fatto (e già questo, di per sé, è un fattore dirompente), lavorando su una sceneggiatura dai tempi pressocché perfetti. Le svolte sono numerose e agiscono sul plot in maniera destabilizzante. Il lettore rimane estasiato, e sorpreso.

Frisenda qua ha superato i livelli dei suoi migliori MV, che erano altissimi.
I personaggi recitano e vivono, hanno espressioni talmente umane che sembrano veri e non disegnati su carta. Il suo apporto alla sceneggiatura è eccezionale. Sia, come detto, nella resa dei personaggi, sia nell'utilizzo di inquadrature che sono sempre diverse ma non sono mai mero sfoggio di virtuosismo. L'obiettivo primario di Frisenda è la narrazione.
Ma la sua tecnica sopraffina gli permette di condirla con disegni bellissimi e un uso del bianco e nero che fa restare a bocca aperta.

Patagonia è un'avventura epica, emozionante, tesa, violenta.
Il fumetto che più mi ha emozionato nel 2009, e ne ho letto tanti... la dimostrazione che le barricate tra fumetto popolare e d'autore sono fumo.

Una capolavoro. Un capolavoro che non apporta innovazioni linguistiche o sperimentazioni, ma che raggiunge -probabilmente- uno dei massimi risultati del fumetto Bonelli. Una sceneggiatura perfetta e una resa grafica eccezionale.

Consigliato.