12.5.09

Il fumetto e la pedofilia (2)

Prima Parte

Il fumetto e la pedofilia (2^ parte)

In Italia evidentemente interessa poco la sessualità dell'uomo pipistrello, ma negli ultimi 20 anni sono state comunque portate avanti crociate varie contro cartoni animati, fumetti giapponesi e fumetti horror, come Dylan Dog.

[ © SBE]

Le crociate contro Dylan Dog sono -oramai- storiche ma rimangono del tutto fumose. Infatti, non esiste un personaggio dei fumetti più politicamente corretto di lui: è vegetariano, rispetta gli animali, rispetta i bambini, rispetta l'ambiente, non si droga, è un ex alcolizzato che non beve più perché ha capito che non porta a nulla, ecc ecc.
Che palle!
Insomma, pur essendo Dylan Dog una sorta di frate trappista (se si escludono le donne -di cui si innamora sempre, of course- che gli occupano il letto ogni mese), i censori avevano da ridire anche su di lui.

Comunque.
Molti di voi conosceranno Dragon Ball. E molti di voi conosceranno il MOIGE e la sua opera di "Monitoraggio dei palinsesti televisivi per un’ azione di controllo ed analisi della programmazione destinata ai minori.”

Opera meritoria, se non fosse eseguita in maniera rigida e spesso ottusa.
E quasi non ce ne sarebbe bisogno, dato che gli anime (i cartoni animati giapponesi) da noi vanno in onda in forma giù mutilata e/o modificata rispetto all'originale.
Nel 1998 il MOIGE fece causa alla Star Comics, editore del manga di Dragon Ball, imponendo una censura perché il fumetto fu accusato di essere portatore di contenuti pedopornografici. La stessa Star commentò: La gente ha bisogno di mostri da incolpare, e i media li trovano. Ovunque. Dopo qualche settimana, comunque, tutto si è calmato, e le cose sono rimaste in sospeso nell'aria. Nel frattempo è partita la ristampa degli anime comic di Dragon Ball, e proprio in Aprile uscirà di nuovo l'albo con la scena in questione. Ovviamente censurata.

Un analogo provvedimento (anzi, le copie furono ritirate), fu attuato nei confronti delle Edizioni Topolin, colpevoli di aver pubblicato l'opera di Miguel Angel Martin Psychopathia Sexualis. Un fumetto, spiegava il suo editore, "per adulti, dai contenuti piuttosto forti", certo.
Ma un'opera in cui l'utilizzo della violenza contro i minori è un esplicito atto d'accusa alla nostra società, alla sua sempre maggiore spersonalizzazione.

Davide Toffolo, autore di fumetti, ha affermato che, se si fosse trattato di un "libro", non sarebbe successo. E' vero. Nessuno si è mai permesso di dire che il Satyricon di Petronio “travia” il lettore, malgrado le numerose figure di pederasti che popolano il frammento dell'opera latina.
E qui ci ricolleghiamo allo sforzo necessario che va fatto per comprendere un'opera di ingegno. Essa porta semplicemente un punto di vista, quello del suo autore, su cui va fatta una riflessione.
Senza riflessione, la lettura è solo passività.

Lo stesso Toffolo in molti suoi fumetti e nelle canzoni del suo gruppo, tratta principalmente un tema, l'adolescenza. Lo fa in maniera dolce ed emozionale, ma spesso, comunque, cruda. Come crudo è quel periodo della vita.
Non mostrare il lato oscuro dell'esistenza non rende il lettore meno cattivo.
Lo rende solo più ignorante.
(Fine seconda parte. Continua)

(Si ringraziano Massi Marongiu per l'aiuto e alcuni spunti, e http://www.abusi.it/comics.html, http://digilander.libero.it/pokeplanetpage/italiapregiudizi.htm, http://www.fumettidicarta.it/Garage_Ermetico/BAT_P/Batman.htm e altri per i contenuti)

6.5.09

X-men le origini: Wolverine

La sospensione dell'incredulità è quel particolare procedimento che ci permette di godere di un'opera di fantasia accettandone implicitamente le regole logiche.
In questo modo, possiamo goderci le avventure di un uomo vestito in calzamaglia che svolazza per i grattacieli di NY credendosi un ragno.
In questo modo possiamo accettare che un ranger de Texas riporti l'ennesima ferita alla tempia (rigorosamente di striscio) senza ulteriori conseguenze, nemmeno una piccola emicrania.

Grazie alla sospensione dell'incredulità, possiamo credere che esista un personaggio come Wolverine, capace di mostrare gli artigli durante la guerra di secessione, durante la Grande Guerra, persino in Vietnam.
Ma c'è un carattere della narrazione a cui la sospensione dell'incredulità non si può applicare.
Quale? Elementare, Watson.
I buchi della sceneggiatura.
Quando ci sono quelli, putroppo, il mio senso di ragno pizzica.
E quindi mi chiedo.
Dove li prendono i cattivi, nelle megaproduzioni americane?
Alla lidl, in offerta 3x2?
Mi è venuto il dubbio quando il caporione della classica base segreta si è premurato di rivelarci che l'unico modo per scalfire il nuovo scheletro di Logan è sparargli con pallottole di adamantio. Mi è venuto il dubbio perché ci dà questa sconcertante notizia solo subito DOPO avergli mandato addosso poveracci dotati di armi di tutti i tipi (dalle cerbottane ai bazooka) ma senza una cazzo di pallottola di quel tipo. Ha speso mezza finanziaria USA per ammazzarlo quando bastavano due pallottoline grigio metallizzate!
E poi.
Perché il cattivissimo fratello di Logan, che cerca per tutto il film di ucciderlo, alla fine decide di combattere al suo fianco, come all'inizio della storia?
Si è ravveduto senza spiegazione logica per fare bella figura prima dei titoli di coda?

Mah.

Resta da dire che, se ci si dimentica di queste prese per il culo narrative (e di altre incongruenze cronologiche con la saga degli uomini X, che non cito), il film è divertente.
Hugh Jackman ci regala un Wolverine perfetto, dotato di quell'insofferenza alla disciplina e di quell'umorismo cinico che da 40 anni è il suo tratto distintivo.

19.4.09

Il fumetto e la pedofilia (1)

Alcuni mesi fa l'Associazione Chine Vaganti ha partecipato ad un convegno intitolato Dalla parte dei bambini. Un corretto approccio al fenomeno della pedofilia.
Ne ho parlato QUI.

In tempo di record (mi avvisarono più o meno 24 ore prima, dopo mesi di silenzio seguiti ai primi contatti!) mi preparai ad essere il relatore di uno degli interventi.
Il tema portante del mio intervento sarebbe dovuto essere
La Funzione del Fumetto nella prevenzione sociale (titolo scelto dagli organizzatori). Io però ho improntato il mio intervento in una diversa direzione, meno fondata sull'aspetto educativo del fumetto caro ai funzionari di enti e organismi sociali, ma di certo meno sentita dagli autori di fumetto, e certamente da me.
Per me il fumetto non deve necessariamente educare, ma dare un punto di vista. Il punto di vista dell'autore. Ed è lì che sta l'unica "educazione" che deve informare l'opera del fumettista: l'autore deve essere quanto più sincero e libero nel far sentire la sua voce. Il lettore è poi abbastanza intelligente da farsi da solo la propria idea...

Il mio intervento, che per motivi di tempo ho dovuto drasticamente ridurre, si intitola quindi, semplicemente
IL FUMETTO E LA PEDOFILIA.
Eccovi la prima parte.


Io oggi rappresento l'Ass. Chine Vaganti. L'Associazione è attiva dal 1997, si occupa di fumetto in vari ambiti. Si occupa di produzione del fumetto, con albi come questi che vedete qua davanti, si occupa soprattutto di fumetto come fattore culturale. Un fattore che porta aggregazione, conoscenza, interscambio.

L'associazione fa fumetto e sviluppa la conoscenza di esso anche in altri ambiti. Organizza laboratori con le scuole o i centri di aggregazione sociale, allestisce mostre a cui vengono sempre invitate le scuole, e cerca di mantenere viva la cultura della letteratura disegnata anche tra i giovani.

Tra quelli che vogliono avvicinarsi alle sue attività almeno.

Come dicevo, tra le attività, c'è quella di produrre fumetti. Come CUORE INNAMORATO, di Giuseppe Pili e Giorgio Concu. Una storia che tratta in maniera intensa, originale e delicata un tema che solitamente viene definito con l'aggettivo terribile: la pedofilia.

L'associazione, durante gli anni della sua attività, ha trattato molto spesso temi sociali. Gli albi usciti finora lo testimoniano. Storie sulla prostituzione, o sulla solitudine. In un racconto di alcuni anni fa del nostro attuale presidente, Marcello, si parlava esplicitamente di violenza sui bambini e indicava il numero gratuito del telefono azzurro a cui chi subisce violenza può rivolgersi.

Abbiamo sempre cercato di utilizzare, però, questi messaggi all'interno di una storia.

Perché non siamo educatori, ma narratori. E infatti raccontiamo. Sta a chi legge fare lo sforzo successivo, quello di informarsi. Ogni testo, ammoniva Umberto Eco, è una "macchina pigra", che necessita della "collaborazione interpretativa" del lettore, che deve riempire i vuoti.

E riempire questi vuoti è uno sforzo che raramente si è fatto, in Italia e nel mondo, quando il fumetto ha raccontato storie che non potevano essere relegate nel cantuccio di storiella per bambini, come spesso si vuole vedere il fumetto. È una cosa che sottolineo sempre, anche durante i laboratori coi ragazzi. Il fumetto non è un genere, ma un insieme di generi, un linguaggio capace di catalizzare moltissimi argomenti,come il romanzo.

In Italia e nel mondo sono stati tanti gli scandali che il fumetto ha provocato quando ha parlato di temi sociali. E non è un problema degli anni 50, ma anche dei giorni nostri.

Negli anni 50 infatti, lo psichiatra Fredric Wertham nel libro The seduction of the innocent asseriva che l'utilizzo narrativo di crimini, sesso, droga nei fumetti incoraggiava analoghi comportamenti nei bambini.

La sua opera ha portato l'editoria dei fumetti americana a autoregolarsi col comics code, copiato anche in Italia, dove la dicitura Garanzia Morale stampigliata sulle copertine certificava la bontà dei contenuti.

Per fare un esempio, Wertham accusava Batman di essere omosessuale, pedofilo e avere una libidinosa relazione con Robin. La presunta "relazione" tra i due eroi è stata presa in giro da moltissimi siti, anche grazie ai risultati ingenuamente imbarazzanti di vignette come queste, tratte da un albo d'epoca del Cavaliere Oscuro (di cui potete leggere i dialoghi tradotti qua sotto)

- Non solo voi siete condannati, ma tutte le persone che avete toccato!
- Jean Loring! Ho firmato la tua condanna a morte!
- Ho dato a Iris West il bacio della morte!
- Carol Ferris in pericolo mortale!
- Robin... che cosa ti ho fatto?! [da http://warbulletin.blogspot.com/]

Ma un conto è l'ironia, un conto è la seria battaglia sociologica di Wertham.

Certo, i tempi erano diversi, e c'era una discreta confusione tra la pedofilia e l'omosessualità. Entrambe erano considerate depravazioni, mentre fortunatamente oggi l'omosessualità non è più vista come una malattia. L'OMS la definisce una variante naturale del comportamento umano. Wertham diceva che Robin e Batman erano gay anche perché vivevano da soli in una casa gigante piena di fiori. So che sembra paradossale, ma anche su questo la sua tesi si basava. Oggi queste confusioni tra pedofilia e omosessualità non si ingenerano più (in generale almeno), ma incomprensioni simili a quelle enucleate da Wertham ogni tanto nascono ancora .

Purtroppo.

[fine prima parte]


(Si ringraziano Massi Marongiu per l'aiuto e alcuni spunti, e http://www.abusi.it/comics.html, http://digilander.libero.it/pokeplanetpage/italiapregiudizi.htm, http://www.fumettidicarta.it/Garage_Ermetico/BAT_P/Batman.htm e altri per i contenuti)

15.4.09

Sospeso Vauro

Ci sono ricascati.

Dopo la vicenda di Mauro Biani e della sua vignetta su Brunetta, il direttore generale della Rai ha sospeso Vauro, ''in via cautelativa e da subito'', dalla trasmissione Anno Zero per questa vignetta
No, dico, per questa vignetta.
Avete capito bene, per questa vignetta.Siamo sommersi dal guano (che dire merda fa cattivo, fa finto alternativo, fa fighetto contro il sistema) di un giornalismo morente che evita di fare domande scomode, di falsi cronisti che programmano a tavolino la scansione degli interventi degli ospiti, di anchorman che fanno pervenire la lista delle domande agli uffici stampa dei governanti che vengono invitati...
E cosa vanno a censurare?
Una vignetta.
No, dico, UNA VIGNETTA, QUESTA VIGNETTA!Per quel che vale, esprimo la mia più sincera solidarietà a Vauro.
VIVA LA LIBERTÀ DI SATIRA!

9.4.09

Ad Libitum

Oggi voglio consigliare a voi, pochi ma affezionati lettori, un libro.
Si chiama Lettere contro la guerra, è stato scritto da Tiziano Terzani ed è una struggente dimostrazione della stupidità umana. Lo stile di Terzani è giornalistico, a tratti sarcastico, sempre empatico verso le storie che racconta.

Per corredare questo mio consiglio librario, vi regalo una storia che mi vede anche ai pennelli.
Un parallelo tra la musica e la guerra, tra il suono e il rumore, tra le emozioni e il terrore, tra l'arte e la distruzione.
Buona lettura.
clicca sulla tavola per ingrandirla