19.6.08

Orlo Macchina (2)

Il mio caro Orlo Macchina, seduto in uno pseudogiardino dell'Eden, legge un testo che ho dovuto preparare per un esame. O meglio, un testo che ho dovuto leggere e straleggere, in quanto di difficile comprensione (per usare un eufemismo). Un testo scritto dallo stesso professore che aveva la cattedra di quella materia (Storia Moderna, per la precisione).
E dire che non l'ho neppure fotocopiato.
Almeno ci avrei guadagnato qualcosa.

clicca sulla tavola per leggerla a grandezza naturale

5 commenti:

Nicola Biologo ha detto...

ciao Carburo...ho fatto una piacevole scoperta. Conosci la mia amica Nory di Venessia...come è piccolo il mondo...a presto...Nico da Torino

Daniele Mocci ha detto...

Rieccoti e rieccomi.

Si sa, a volte gli accademici peccano un (bel) po' di accademismo e leziosismo, ma ti assicuro che ho letto ben di peggio, in quella stessa facoltà...

... farina del sacco di altri professori di quella stessa facoltà.

Spero solo che qualcuno abbia potuto conoscere "quegli altri professori" come io ho conosciuto G.G. Ortu.

E spero che, come è capitato a me con G.G. Ortu, abbia trovato di fronte a sé una persona che valeva davvero la pena conoscere.

A presto!

marcello lasio ha detto...

Eccolo, In Orlo Macchina (1) mi riferivo a questo "episodio".

Carburo ha detto...

Ciao nicola!
Si, ho conosciuto Nora a Lucca. è una grande disegnatrice ed è raro trovare tanto talento abbinato a tanta umiltà!

Ciao Dani,
allora. So benissimo che per te GiGi Ortu è qualcosa di più di un semplice professore (ne avevamo parlato anni fa). A me non è tanto lui che non mi ha preso. Infatti alle lezioni (quelle poche che seguii) era davvero bravo, interessante e sicuro di ciò che diceva. E riusciva anche a spiegare molto bene. Ma quel libro... Diosanto, quel libro. Non era un testo su cui poter studiare, ma su cui poter APPROFONDIRE l'argomento. Era pieno di costruzioni difficili e verbose, laddove un libro di testo deve essere soprattutto CHIARO, ESAUSTIVO E AGILE. Per ironia della sorte in quello stesso periodo studiai un libro di scienza politica di G. Pasquino che nell'introduzione diceva proprio questo: (cito col libro davanti) Un testo universitario di base ha il compito di offrire ai lettori il massimo di informazione possibile nella maniera più semplice chiara e sintetica.
Il testo di Ortu era tutto il contrario, e infatti lo stesso professore l'anno dopo lo sostituì.
Ma io dico grazie a Ortu perché mi ha ispirato la follia di questa piccola satira.
Naturalmente non metto in dubbio la statura di Ortu come persona o docente, ma quel libro me fece ca'a.

Marci, quello che ricordavi tu (forse) è un altro ancora.
Stay Tuned!! ehehehehe

Daniele Mocci ha detto...

Capisco e condivido.
Non volevo certo difendere Ortu per "quel" libro!
Ti ripeto che anch'io, negli anni dell'università, mi incazzavo assai con i libri fatti apposta per non farsi capire!
A volte gli autori di testi (qualsiasi tipo di testo) entrano nel sadico tunnel della spocchia e dell'ermetismo fine a se stesso. Un tunnel da cui è molto difficile uscire!