12.12.09
QUARANTANNI
Troppi slogan, troppa rabbia sputata senza giri di parole, troppi testi che non lasciano nulla all'immaginazione. Per uno che ama l'ermetismo, nelle canzoni e in poesia, non c'è nulla di più lontano.
Però.
Questa mi mette da sempre i brividi.
Buon ascolto. Indignatevi anche voi, che indignarsi fa bene alla salute. Mentale.
19.11.09
Cassintegrati come Raikkonen

7.11.09
E siamo tornati da Lucca...
Un'immersione totale in un mondo che mi affascina da quando pisciavo nel vasino, un mondo che ho esplorato da prima di riuscire a scrivere, un mondo che amo in maniera viscerale.
Un mondo in cui tutti sembrano conoscere tutti, vuoi perchè ci si trova ad agire in un ambiente di nicchia, vuoi perchè gira e rigira gli editori quei pochi sono. E i lettori, anche.
E allora, vedi nei bar e negli stand autori che leggi da decenni e noti che è tutto un paccare sulle spalle, un baciare su guance, un salutare con sorrisoni.
Io invece entro a Lucca da outsider, da nessuno che conosce nessuno, da autoproduttore piccolissimo e isolato (termine banale, ma chiccazzo ha voglia di cercare un sinonimo a quest'ora?) dalla mia sardegnità profonda. Vado a Lucca da Pau. Da un Pau qualunque, ma diverso da quello dell'anno scorso, da quello di due anni fa, da quello dell'altro ieri.

Ho passato delle belle giornate.
Ho conosciuto alcune persone che possono con onore fregiarsi del ruolo di, appunto, persone. Anime che mi ha fatto piacere incrociare o reincrociare. Che sono sì uno che fa fumetti, ma ho anche altri interessi e conoscere persone nuove è uno di questi. Non ho la stoffa dell'eremita che macina pagine su pagine tipo Go Nagai e incontra solo quelli che gli fanno gli sfondi alle vignette.
Sono un'anima cazzeggiatrice, purtroppo. E adoro quando ci si incontra davanti ad un bicchiere.
Quello che è successo con molti dei partecipanti al Lucca Workshow, grazie anche al mirto che mi sono portato dietro.
So cosa state pensando... bandiera quattro mori, mirto al seguito... sono l'incarnazione di un luogo comune sui sardi. Beh, vaffanculo.
Continuiamo, caro diario byteroso.
A Lucca ho incrociato anche anime di merda, eh. Che mica a Lucca è tutto roselle e fiorelli. E c'è chi ti spinge a porti degli interrogativi su socialità, antisocialità, tendenza al confronto...
Ho avuto qualche soddisfazioncina, ho ricamato qualche speranza, ma soprattutto ho alimentato la mia convinzione più profonda.
Io ho bisogno dei fumetti. Ne ho avuto bisogno per 28 fottuti anni, ne avrò probabilmente bisogno fino ai 100 (e qua, subitanea y necessaria grattata di coglioni). Che i miei lavori vengano letti da 10 sfigati o da milioni di fighetti, la questione resta quella.
Io faccio fumetti perché ne ho bisogno.
Ciao Lucca, al 2010.
EDIT: Preso dalla foga, mi dimenticai di dirvi che il terzo capitolo della mia fatica più faticosa, RADIOPUNX, è ora scaricabile.
Ecco la cover, cliccateci sopra e attendete che il download sia completo.

22.10.09
ORLO MACCHINA 7
Come dite, per ora siamo arrivati SOLO al 5?
Eh lo so, ma il sei è da mesi fermo in una cartella nascosta della mia memoria portatile e il suo momento non è ancora arrivato. Come già fece Battiato con Fleurs, anch'io salto un numero.
E poi la matematica su questo blog è un'opinione. E anche un'opinione banale, ecco.

13.10.09
THE MADE IN INDONESIA & NOUS AUTRES LIVE!

20.9.09
INTO PROMO
8.9.09
SETTEGIORNI
Per l'occasione vi regalo con una storia estiva, che mi è piaciuto tanto scrivere e che mi sono divertito a inzaccherare di inchiostro e colori digitali.
1.8.09
AGGIORNAMENTI
La prima spiegazione è che essendo il blog proprietà privata, potrei anche decidere di lasciarci crescere le erbacce per anni, aspettare che un vecchio pastore lo usucapisca e lamentarmi con me stesso per la mia scostanza.
La seconda spiegazione è più ampia.
Non è che latito da questo blog. Latito dallo scrivere. Ogni giorno accendo il computer solo per lavorare con fotosciòppe. E basta. Non ho voglia di scrivere, niente, manco una riga.
In compenso leggo, e tanto. Di solito, roba non proprio impegnativa. Pura evasione, direbbero i critici.
Quel che mi ci vuole, insomma.
Oggi però voglio farmi bello con il talento di un altro.
E vi do un consiglio.
Leggete QUESTO RACCONTO di Diego Cajelli. Lui è uno sceneggiatore bravissimo, autore di Pulp Stories, Milano Criminale e molti albi Bonelli.
Col racconto che vi ho linkato, potrete avere cinque minuti di goduria pura.
Di piacere nel leggere.
Di esperienze personali che si fanno esperienze oggettive, che entrano dentro gli occhi, dentro il cervello, dentro i muscoli per spingerli a farvi spuntare un sorriso malinconico.
E tutto questo, gratis.
Un applauso per la parola gratis.
Al mese prossimo, o forse prima.
edit 5/8: certo che a volte qualcuno trova le parole prima di te...
14.7.09
28.6.09
Patagonia!
Una storia come, su Tex, ne capita una ogni dieci anni. Se si è fortunati.
Patagonia è la dimostrazione di come si possa ancora scrivere un western dall'impianto classico, con un personaggio che ha 61 anni e migliaia di spunti già utilizzati, semplicemente (se così si può dire) facendo agire il personaggio per quello che è: una leggenda più grande della vita, un amante senza fronzoli di libertà e giustizia.
Leggo Tex da quando avevo nove anni. Grazie a Tex, ho scoperto il lato adulto del fumetto e ho continuato a cercare nuovi tipi di fumetto. Ho scoperto grandi autori, grandi personaggi, storie bellissime, ma Tex non l'ho mai abbandonato. Come un amico fedele, uno di cui ti puoi fidare... Fino a pochi anni fa, quando l'ho abbandonato perché molte storie non mi appassionavano più. Anzi, mi irritavano. E ne soffrivo.
Ma questo albo gigante mi ha ripagato di anni di storie mediocri o senza mordente.
Boselli ha creato un microcosmo credibile, punteggiato da personaggi affascinanti (e anche contradditori come pochi altri nella saga di Tex Willer), per costruire una vicenda che parte lenta, per poi svilupparsi in un inesorabile andamento in crescendo.
Nelle 220 pagine del fumetto c'è una summa della saga del ranger. C'è la lotta contro i pregiudizi, la non accettazione passiva delle ingiustizie, l'anelito alla libertà e una sacrosanta, anarchica ricerca di un sistema di vita più giusto.
La vicenda assume contorni epici e anche commoventi, nel dipanarsi del rapporto tra Tex e suo figlio Kit. Forse la commozione è un privilegio riservato a chi ama da decenni i personaggi e li considera ormai dei famigliari aggiunti, ma la potenza evocativa e straziante di alcune scene è alla portata di ogni lettore.
Boselli non ci regala innovazioni stilistiche valide in generale, nuovi metodi di narrazione o tecniche rivoluzionarie. Ma utilizza la tecnica come su Tex non era mai stato fatto (e già questo, di per sé, è un fattore dirompente), lavorando su una sceneggiatura dai tempi pressocché perfetti. Le svolte sono numerose e agiscono sul plot in maniera destabilizzante. Il lettore rimane estasiato, e sorpreso.
Frisenda qua ha superato i livelli dei suoi migliori MV, che erano altissimi.
I personaggi recitano e vivono, hanno espressioni talmente umane che sembrano veri e non disegnati su carta. Il suo apporto alla sceneggiatura è eccezionale. Sia, come detto, nella resa dei personaggi, sia nell'utilizzo di inquadrature che sono sempre diverse ma non sono mai mero sfoggio di virtuosismo. L'obiettivo primario di Frisenda è la narrazione.
Ma la sua tecnica sopraffina gli permette di condirla con disegni bellissimi e un uso del bianco e nero che fa restare a bocca aperta.
Patagonia è un'avventura epica, emozionante, tesa, violenta.
Il fumetto che più mi ha emozionato nel 2009, e ne ho letto tanti... la dimostrazione che le barricate tra fumetto popolare e d'autore sono fumo.
Una capolavoro. Un capolavoro che non apporta innovazioni linguistiche o sperimentazioni, ma che raggiunge -probabilmente- uno dei massimi risultati del fumetto Bonelli. Una sceneggiatura perfetta e una resa grafica eccezionale.
Consigliato.
27.6.09
Stanotte si suona!
Chi è a San Gavino stasera può partecipare alla manifestazione benefica "Un calcio alla sfiga" e, alle 22.30, gustarsi la seconda uscita del mio "secondo gruppo", i Mister Tibya.

Buon divertimento, ci sentiamo domani per la recensione di uno dei più bei fumetti che abbia mai letto, il texone di Boselli-Frisenda.
26.6.09
Jacko RIP
Quel discreto ma pernicioso fascino del cadavere prematuro.

Dato che Youtube non ne abilita l'incorporamento, per vedere quel capolavoro del video di Thriller dovete cliccare qua.
http://www.youtube.com/watch?v=AtyJbIOZjS8&feature=fvst
19.6.09
Il fumetto e la pedofilia (3)
Il fumetto e la pedofilia (3^ parte)
Per fortuna, però, non sempre il fumetto è censurato. In teoria, il fumetto è un mezzo che ha più libertà, meno controlli preventivi rispetto a tv e cinema. E questo può portare a una ricchezza maggiore nei temi e nell'espressione di questi.
Ci sono bellissime opere “adulte” nel fumetto popolare, come Percezioni, storia dell' Uomo Ragno scritta e disegnata da Todd McFarlane. In questa storia uno dei personaggi più amati dai ragazzi -ma anche un'icona fortissima della cultura popolare, spesso liquidato in maniera semplicistica, come fosse una "americanata"- è il veicolo con cui McFarlane tratta di violenza sui ragazzi, tema caro all'autore, intrecciandolo con la laggenda del Windigo, una creatura della tradizione indiana. Ciò che fuoriesce è il grido di dolore dell'autore per la violenza dell'uomo, e dell'uomo adulto, verso la nuova generazione. Violenza che si esprime anche con lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali.
Anche il pluripremiato Frank Miller, autore di Sin City, ha trattato il tema nel breve ma intenso racconto Notte silente.
Lo stesso Batman che Wertham additava come pederasta, ha ospitato sulle sue pagine un racconto di Andrew Vachss, un avvocato di New York che accetta solo cause a difesa di minori, da cui non si fa pagare.
Cito da un articolo di Piergiorgio Pulisci: “Vachss è più di uno scrittore. È un guerriero. Quella che lui combatte è una guerra contro la pedofilia e la violenza sull'infanzia. Caccia i pedofili su Internet; compra di sue spese ragazzine thailandesi vendute un tot al chilo e le porta negli Stati Uniti per darle un futuro affidandole in adozione a famiglie americane; sostiene un'associazione chiamata Protect, che combatte la pedofilia negli Stati Uniti. Vachss non sta a guardare. Vachss vive quello che scrive. Vachss guarda il male negli occhi. Sembra più un personaggio dei suoi romanzi, piuttosto che una persona reale. Ma per fortuna è vero.”
Già, per fortuna Vachss è reale.
E per fortuna il fumetto non sempre è demonizzato, ma viene anche utilizzato per comunicare in maniera diretta, grazie alla forza del suo linguaggio.
Nel 2005, ad esempio, il fumetto è stato utilizzato in ambito istituzionale dalla regione Sicilia, che ha cercato di sensibilizzare l'opinione pubblica proprio sul tema della pedofilia, con un breve fumetto giocato sul tinte slavate e parole semplici, dirette, adatte ai bambini.
Cuore Innamorato, il fumetto edito dalla nostra associazione, come detto, è un racconto. È una storia che dentro Chine vaganti amiamo molto, e l'abbiamo amata dal primo momento in cui l'abbiamo letta. Christiano Pahler ha tratto un episodio di un suo film (di cui qua sotto potete ammirare il trailer) da questa storia.
Perché tratta un tema pesantissimo, come la pedofilia e la violenza sui minori, in una maniera diversa, sbilenca, e perfino dolce.
È raro vedere un tema così difficile affrontato con delicatezza, senza incappare in cali di tono squallidi, o retorici, o patetici.
Il fumetto di Pili e Concu è un pugno allo stomaco, come qualunque cosa che riguardi il tema, sia esso una notizia al tg, o un film... ma è anche un tentativo che il fumetto fa per mostrare la sua ricchezza, le sue doti comunicative.
Una ricchezza che è certamente utile nella conoscenza del fenomeno e che è l'unica arma in grado di sconfiggerlo.
Non solo la censura, quindi, ma la comprensione.
Anche le favole sono ricche di orchi, streghe, regine cattive, che se la prendono coi bambini. Il pericolo della generalizzazione censoria, lo sbaglio di far di tutta l'erba un fascio, sta proprio nel creare un unico guazzabuglio, in cui non si parli realmente di violenza sui bambini ma solo dello scandalo vuoto che parlarne può provocare.
In italia si cerca infatti di evitare l'argomento. Mentre è solo conoscendolo che esso si può affrontare e combattere. Una conoscenza che deve partire dalla famiglia, dalla scuola, dagli educatori. Come stasera questa conferenza sta facendo.
La prevenzione è in mano agli adulti, che devono stare vicini ai giovani, dialogare con loro, anche con i mezzi a loro più vicini.
Quindi, anche con il fumetto.
(Si ringraziano Massi Marongiu per l'aiuto e alcuni spunti, e http://www.abusi.it/comics.html, http://digilander.libero.it/pokeplanetpage/italiapregiudizi.htm, http://www.fumettidicarta.it/Garage_Ermetico/BAT_P/Batman.htm e altri per i contenuti)
13.6.09
Io li odio, i nazisti del bel paese
L'Msi lancia le «ronde nere»
Sul basco l'aquila imperiale
Pattuglieranno le strade nell'ambito del ddl sicurezza. Minniti (Pd): delirio. Donadi: «Ricordano le SS»
MILANO - Sono pronte a debuttare le ronde della «Guardia nazionale italiana», già ribattezzate «ronde nere», pronte a pattugliare le strade 24 ore su 24, affiancando le «ronde padane» non appena sarà in vigore il disegno di legge sulla sicurezza approvato dal Parlamento. L'Associazione onlus «Guardia nazionale italiana» è stata presentata sabato mattina a Milano durante il primo convegno nazionale del Movimento sociale italiano - Destra italiana. Per ora, spiegano i vertici nazionali dell’Msi, ci sono a disposizione 2.100 volontari in tutto il Paese, concentrati soprattutto in Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia. La Guardia nazionale è un’iniziativa apolitica, precisano, nell’ambito dell’attività del nascente Partito Nazionalista italiano guidato da Gaetano Saya, rinviato a giudizio nel 2004 per propaganda di idee fondate sulla superiorità e l'odio razziale, diffuse attraverso il sito Destranazionale.org
Elwood, Jake. Pensateci voi.
5.6.09
Tienammente
Una delle più famose della storia.
Fu scattata dal fotografo Jeff Widener [© Associated Press].

Disarmato. Piccolo. Indifeso. 50 kg di carne contro un paio di tonnellate di ferraglia e piombo.
Un simbolo, il simbolo della rivolta contro la dittatura.
Per la cronaca, le rivolte studentesche di vent'anni fa furono domate nel sangue e nell'indifferenza del pianeta e oggi la Cina è un "paese socialista di libero mercato", come recita la sua costituzione. La Cina è un ibrido che incrocia il peggio del capitalismo e del comunismo, ed è uno dei paesi che ha un tasso di crescita tra i più alti al mondo.
23.5.09
Nuova grafica del Blog di Radio Punx
Anzi, il blog non è nuovo, dato che l'indirizzo è sempre
http://radiopunx.blogspot.com/ ,
ma è RINNOVATO.
Nella grafica e nei contenuti.
Grazie a queste novità, potrete scaricare il primo episodio della serie, voi che non l'avete acquistato dalle mani capienti e avide di denaro degli autori.
Si, lo so che è un'opzione che hanno tutti i blog di fumetti, ma come al solito ci piace arrivare in ritardo. Come dicevano nella buonanima della posta di Dylan Dog, nun ce rumpete.

I vostri commenti saranno letti attentamente prima di essere cestinati senza pietà.
20.5.09
Povera Patria
Invece no, Fede ha preferito non dire nemmeno una parola. Ha parlato del caldo torrido, della crisi che sta finendo, in un florilegio di news da stigrancazzi.
"E ti stupisci?" mi chiedono.
E beh, si. Capisco anche il falsamento delle notizie (vedi Studio Aperto di ieri), ma non la loro scomparsa. Non quella, perché mi sento pezzo di merda io in luogo di Fede.
Comunque.
In questo felice giorno per la salute dell'informazione italica, la notizia è che nel Sud della Sardegna sono sbarcati una decina di clandestini africani.
In Sardegna!!! Poverini.
Io mi sono voluto piegare all'allegra ondata zerotollerante di questo periodo per questa simpatica vignetta.

12.5.09
Il fumetto e la pedofilia (2)
Il fumetto e la pedofilia (2^ parte)

Che palle!
Insomma, pur essendo Dylan Dog una sorta di frate trappista (se si escludono le donne -di cui si innamora sempre, of course- che gli occupano il letto ogni mese), i censori avevano da ridire anche su di lui.
Comunque.
Molti di voi conosceranno Dragon Ball. E molti di voi conosceranno il MOIGE e la sua opera di "Monitoraggio dei palinsesti televisivi per un’ azione di controllo ed analisi della programmazione destinata ai minori.”
Opera meritoria, se non fosse eseguita in maniera rigida e spesso ottusa.
E quasi non ce ne sarebbe bisogno, dato che gli anime (i cartoni animati giapponesi) da noi vanno in onda in forma giù mutilata e/o modificata rispetto all'originale.
Nel 1998 il MOIGE fece causa alla Star Comics, editore del manga di Dragon Ball, imponendo una censura perché il fumetto fu accusato di essere portatore di contenuti pedopornografici. La stessa Star commentò: La gente ha bisogno di mostri da incolpare, e i media li trovano. Ovunque. Dopo qualche settimana, comunque, tutto si è calmato, e le cose sono rimaste in sospeso nell'aria. Nel frattempo è partita la ristampa degli anime comic di Dragon Ball, e proprio in Aprile uscirà di nuovo l'albo con la scena in questione. Ovviamente censurata.
Un analogo provvedimento (anzi, le copie furono ritirate), fu attuato nei confronti delle Edizioni Topolin, colpevoli di aver pubblicato l'opera di Miguel Angel Martin Psychopathia Sexualis. Un fumetto, spiegava il suo editore, "per adulti, dai contenuti piuttosto forti", certo.
Ma un'opera in cui l'utilizzo della violenza contro i minori è un esplicito atto d'accusa alla nostra società, alla sua sempre maggiore spersonalizzazione.
Davide Toffolo, autore di fumetti, ha affermato che, se si fosse trattato di un "libro", non sarebbe successo. E' vero. Nessuno si è mai permesso di dire che il Satyricon di Petronio “travia” il lettore, malgrado le numerose figure di pederasti che popolano il frammento dell'opera latina.
E qui ci ricolleghiamo allo sforzo necessario che va fatto per comprendere un'opera di ingegno. Essa porta semplicemente un punto di vista, quello del suo autore, su cui va fatta una riflessione.
Senza riflessione, la lettura è solo passività.
Lo stesso Toffolo in molti suoi fumetti e nelle canzoni del suo gruppo, tratta principalmente un tema, l'adolescenza. Lo fa in maniera dolce ed emozionale, ma spesso, comunque, cruda. Come crudo è quel periodo della vita.
Non mostrare il lato oscuro dell'esistenza non rende il lettore meno cattivo.
Lo rende solo più ignorante.
(Fine seconda parte. Continua)
(Si ringraziano Massi Marongiu per l'aiuto e alcuni spunti, e http://www.abusi.it/comics.html, http://digilander.libero.it/pokeplanetpage/italiapregiudizi.htm, http://www.fumettidicarta.it/Garage_Ermetico/BAT_P/Batman.htm e altri per i contenuti)
6.5.09
X-men le origini: Wolverine
In questo modo, possiamo goderci le avventure di un uomo vestito in calzamaglia che svolazza per i grattacieli di NY credendosi un ragno.
In questo modo possiamo accettare che un ranger de Texas riporti l'ennesima ferita alla tempia (rigorosamente di striscio) senza ulteriori conseguenze, nemmeno una piccola emicrania.
Grazie alla sospensione dell'incredulità, possiamo credere che esista un personaggio come Wolverine, capace di mostrare gli artigli durante la guerra di secessione, durante la Grande Guerra, persino in Vietnam.
Ma c'è un carattere della narrazione a cui la sospensione dell'incredulità non si può applicare.

I buchi della sceneggiatura.
Quando ci sono quelli, putroppo, il mio senso di ragno pizzica.
E quindi mi chiedo.
Dove li prendono i cattivi, nelle megaproduzioni americane?
Alla lidl, in offerta 3x2?
Mi è venuto il dubbio quando il caporione della classica base segreta si è premurato di rivelarci che l'unico modo per scalfire il nuovo scheletro di Logan è sparargli con pallottole di adamantio. Mi è venuto il dubbio perché ci dà questa sconcertante notizia solo subito DOPO avergli mandato addosso poveracci dotati di armi di tutti i tipi (dalle cerbottane ai bazooka) ma senza una cazzo di pallottola di quel tipo. Ha speso mezza finanziaria USA per ammazzarlo quando bastavano due pallottoline grigio metallizzate!
E poi.
Perché il cattivissimo fratello di Logan, che cerca per tutto il film di ucciderlo, alla fine decide di combattere al suo fianco, come all'inizio della storia?
Si è ravveduto senza spiegazione logica per fare bella figura prima dei titoli di coda?
Mah.
Resta da dire che, se ci si dimentica di queste prese per il culo narrative (e di altre incongruenze cronologiche con la saga degli uomini X, che non cito), il film è divertente.
Hugh Jackman ci regala un Wolverine perfetto, dotato di quell'insofferenza alla disciplina e di quell'umorismo cinico che da 40 anni è il suo tratto distintivo.
19.4.09
Il fumetto e la pedofilia (1)
Ne ho parlato QUI.
In tempo di record (mi avvisarono più o meno 24 ore prima, dopo mesi di silenzio seguiti ai primi contatti!) mi preparai ad essere il relatore di uno degli interventi.
Il tema portante del mio intervento sarebbe dovuto essere La Funzione del Fumetto nella prevenzione sociale (titolo scelto dagli organizzatori). Io però ho improntato il mio intervento in una diversa direzione, meno fondata sull'aspetto educativo del fumetto caro ai funzionari di enti e organismi sociali, ma di certo meno sentita dagli autori di fumetto, e certamente da me.
Per me il fumetto non deve necessariamente educare, ma dare un punto di vista. Il punto di vista dell'autore. Ed è lì che sta l'unica "educazione" che deve informare l'opera del fumettista: l'autore deve essere quanto più sincero e libero nel far sentire la sua voce. Il lettore è poi abbastanza intelligente da farsi da solo la propria idea...
Il mio intervento, che per motivi di tempo ho dovuto drasticamente ridurre, si intitola quindi, semplicemente IL FUMETTO E LA PEDOFILIA.
Eccovi la prima parte.
Io oggi rappresento l'Ass. Chine Vaganti. L'Associazione è attiva dal 1997, si occupa di fumetto in vari ambiti. Si occupa di produzione del fumetto, con albi come questi che vedete qua davanti, si occupa soprattutto di fumetto come fattore culturale. Un fattore che porta aggregazione, conoscenza, interscambio.
L'associazione fa fumetto e sviluppa la conoscenza di esso anche in altri ambiti. Organizza laboratori con le scuole o i centri di aggregazione sociale, allestisce mostre a cui vengono sempre invitate le scuole, e cerca di mantenere viva la cultura della letteratura disegnata anche tra i giovani.
Tra quelli che vogliono avvicinarsi alle sue attività almeno.
Come dicevo, tra le attività, c'è quella di produrre fumetti. Come CUORE INNAMORATO, di Giuseppe Pili e Giorgio Concu. Una storia che tratta in maniera intensa, originale e delicata un tema che solitamente viene definito con l'aggettivo terribile: la pedofilia.
L'associazione, durante gli anni della sua attività, ha trattato molto spesso temi sociali. Gli albi usciti finora lo testimoniano. Storie sulla prostituzione, o sulla solitudine. In un racconto di alcuni anni fa del nostro attuale presidente, Marcello, si parlava esplicitamente di violenza sui bambini e indicava il numero gratuito del telefono azzurro a cui chi subisce violenza può rivolgersi.
Abbiamo sempre cercato di utilizzare, però, questi messaggi all'interno di una storia.
Perché non siamo educatori, ma narratori. E infatti raccontiamo. Sta a chi legge fare lo sforzo successivo, quello di informarsi. Ogni testo, ammoniva Umberto Eco, è una "macchina pigra", che necessita della "collaborazione interpretativa" del lettore, che deve riempire i vuoti.
E riempire questi vuoti è uno sforzo che raramente si è fatto, in Italia e nel mondo, quando il fumetto ha raccontato storie che non potevano essere relegate nel cantuccio di storiella per bambini, come spesso si vuole vedere il fumetto. È una cosa che sottolineo sempre, anche durante i laboratori coi ragazzi. Il fumetto non è un genere, ma un insieme di generi, un linguaggio capace di catalizzare moltissimi argomenti,come il romanzo.
In Italia e nel mondo sono stati tanti gli scandali che il fumetto ha provocato quando ha parlato di temi sociali. E non è un problema degli anni 50, ma anche dei giorni nostri.
Negli anni 50 infatti, lo psichiatra Fredric Wertham nel libro The seduction of the innocent asseriva che l'utilizzo narrativo di crimini, sesso, droga nei fumetti incoraggiava analoghi comportamenti nei bambini.
La sua opera ha portato l'editoria dei fumetti americana a autoregolarsi col comics code, copiato anche in Italia, dove la dicitura Garanzia Morale stampigliata sulle copertine certificava la bontà dei contenuti.
Per fare un esempio, Wertham accusava Batman di essere omosessuale, pedofilo e avere una libidinosa relazione con Robin. La presunta "relazione" tra i due eroi è stata presa in giro da moltissimi siti, anche grazie ai risultati ingenuamente imbarazzanti di vignette come queste, tratte da un albo d'epoca del Cavaliere Oscuro (di cui potete leggere i dialoghi tradotti qua sotto)
- Non solo voi siete condannati, ma tutte le persone che avete toccato!
- Jean Loring! Ho firmato la tua condanna a morte!
- Ho dato a Iris West il bacio della morte!
- Carol Ferris in pericolo mortale!
- Robin... che cosa ti ho fatto?! [da http://warbulletin.blogspot.com/]
Ma un conto è l'ironia, un conto è la seria battaglia sociologica di Wertham.
Certo, i tempi erano diversi, e c'era una discreta confusione tra la pedofilia e l'omosessualità. Entrambe erano considerate depravazioni, mentre fortunatamente oggi l'omosessualità non è più vista come una malattia. L'OMS la definisce una variante naturale del comportamento umano. Wertham diceva che Robin e Batman erano gay anche perché vivevano da soli in una casa gigante piena di fiori. So che sembra paradossale, ma anche su questo la sua tesi si basava. Oggi queste confusioni tra pedofilia e omosessualità non si ingenerano più (in generale almeno), ma incomprensioni simili a quelle enucleate da Wertham ogni tanto nascono ancora .
Purtroppo.
[fine prima parte]
(Si ringraziano Massi Marongiu per l'aiuto e alcuni spunti, e http://www.abusi.it/comics.html, http://digilander.libero.it/pokeplanetpage/italiapregiudizi.htm, http://www.fumettidicarta.it/Garage_Ermetico/BAT_P/Batman.htm e altri per i contenuti)
15.4.09
Sospeso Vauro
Dopo la vicenda di Mauro Biani e della sua vignetta su Brunetta, il direttore generale della Rai ha sospeso Vauro, ''in via cautelativa e da subito'', dalla trasmissione Anno Zero per questa vignetta

No, dico, per questa vignetta.


E cosa vanno a censurare?
Una vignetta.
No, dico, UNA VIGNETTA, QUESTA VIGNETTA!

9.4.09
Ad Libitum
Si chiama Lettere contro la guerra, è stato scritto da Tiziano Terzani ed è una struggente dimostrazione della stupidità umana. Lo stile di Terzani è giornalistico, a tratti sarcastico, sempre empatico verso le storie che racconta.
Per corredare questo mio consiglio librario, vi regalo una storia che mi vede anche ai pennelli.
Un parallelo tra la musica e la guerra, tra il suono e il rumore, tra le emozioni e il terrore, tra l'arte e la distruzione.
Buona lettura.
28.3.09
Il Parvenu
Io e il fido J.C. Vinci abbiamo partecipato con questa tavola. Il tema del concorso era "I classici della letteratura". Un caro amico mi ha fatto notare una pecca della storia e devo dire che cn un piccolo accorgimento sarebbe riuscita meglio.
Ma sono comunque soddisfatto
Perciò, eccovi la tavola. Commentate pure.

Il periodo è pieno di cose che non voglio fare, di necessità impellenti, di mancanze.
E la mia reazione è lenta e macchinosa.
Sto scrivendo un racconto lungo, a fumetti, che mi vedrà anche ai disegni. Butto giù una pagina di storyboard ogni tanto, ci ritorno spesso, limo, tagliuzzo, creo...
Non vedo l'ora di finirlo.
Ma ci vorranno mesi.
Mesi che -lo so già- saranno pieni di cose che non voglio fare, di necessità impellenti, di mancanze.
Scegliete voi la parolaccia che volete per concludere questo sfogo, io non ne ho voglia.
21.3.09
The Watchmen
Un fumetto stupendo, con un meccanismo narrativo perfetto, tempi calibrati e, come dicono spesso gli intellettuali, diversi livelli di lettura.
Una lettura anche difficile, lenta.
Un fumetto da gustare con calma.
Ma oggi voglio parlarvi del film, non del fumetto.
Quindi sarà come se il fumetto non l'avessi mai letto.

Il regista è Zack Snyder, e in due ore e mezzo ci racconta la follia, l'amore, l'idealismo di un gruppo di supereroi. O meglio, di giustizieri in calzamaglia, dato che nessuno di essi (a parte uno) possiede superpoteri.
Lo fa in maniera spettacolare, regalando gran ritmo alla pellicola.
Ci racconta una storia corale, di cui però non riesce a farci amare i personaggi. Non riesce a raccontarceli in profondità, probabilmente. Ci regala una versione dei Watchmen che non resta impressa (fatta valida eccezione per il Comico, interpretato da Jeffrey Dean Morgan) e intanto srotola la storia. Nel farlo, immette noiosi combattimenti alla Wachowsky e occhieggia furbo alla violenza da film splatter, compiacendosi nel mostrarla e rimostrarla.
E nel mezzo piazza pure una scena di sesso tra le più brutte che ho visto al cinema.
L'impianto però è maestoso. Effetti speciali stupendi ci portano in un sogno, poi in un incubo nucleare, poi in un universo alternativo (o forse potenziale, forse possibile)...
Snyder ci regala un finale che è meccanicamente perfetto, per come sfrutta personaggi ed eventi, ma davvero scarico di adrenalina, e risulta narrativamente fragile e più "leggero" di quanto debba essere.
La scelta dell'attore che interpreta Ozymandias alias Adrian Veidt alias "l'uomo più intelligente del mondo" è causa fondante di questo finale sottotono rispetto al resto del film.
Da subito sembra un fighetto sifilitico. Nel fumetto era un colosso bellissimo.
P.S.: Si, lo so. Ho detto che avrei fatto finta di non aver letto il fumetto, ma oltre alla frase precedente aggiungo una postilla. Riversare Watchmen in due ore e mezzo era impossibile. Snyder c'è andato vicinissimo, e bisogna rendergliene merito.
Un film consigliato, anche se non scevro da imperfezioni.
P.P.S.: Andate a vederlo al cinema, questo è il tipico film che sul grande schermo rende al massimo. A meno che non abitiate in un Warner Village.
P.P.P.S.: LEGGETEVI IL FUMETTO!
16.3.09
Due singoli strepitosi
Il ritorno di due gruppi storici della musica elettronica.
I Depeche Mode
e i Prodigy.
Sinceramente non mi aspettavo due pezzi di questa forza.
Da nessuno dei due gruppi, mea culpa. Non me l'aspettavo anche se mi hanno regalato alcuni degli album più belli della storia della (mia) Musica (il live 101 per i DM e The fat of the land per i Prodigy).
Devo ammettere che questa roba, come dicono i fottuti giovinastri o Hulk, SPACCA!
10.3.09
Sa Battalla alla terza
Era un mese che non aggiornavo il blog.
Un mese di vita. Mica male, la mole di cose che succede in un mese.
Peccato non essere riuscito a trovare la voglia, in 30 giorni, di mettermi per due minuti al pc ad aggiornare questa mia soffitta virtuale.
Me ne scuso coi miei cinque lettori.
Per farmi perdonare, vi regalo un fumettino che ho scritto e disegnato quest'estate.
Tratta il tema della Battaglia di Sanluri (importante evento storico della nostra isola, nella quale l'esercito del Giudicato di Arborea venne sconfitto dai catalano-aragonesi) da un punto di vista diverso.
Niente eroismi, ma solo istinti animali (è proprio il caso di dirlo)!
Buona lettura.
Al primo che becca la citazione che ho inserito (da un libro di un grande scrittore sardo contemporaneo), vanno cinque minuti di gloria e una birra offerta da me la prossima volta che ci vediamo!





9.2.09
Ipse dixit
"Molti pensano alle difficolta' di un padre e di una famiglia, e credono che lui non potesse piu' sopportare una situazione lunga 17 anni. Ma il padre non ha avuto nessun gravame, sono state le generose suore che hanno provveduto e vogliono continuare a provvedere a Eluana".
(Silvio Berlusconi, 6 Febbraio 2009)
DITEMI CHE NON L'HA DETTO DAVVERO.
VI PREGO.
EDIT 9/2/2009: Eluana è morta. Di nuovo. Che possa -finalmente- riposare in pace.
La sua dipartita è stata seguita di poco da quella del buonsenso e dell'umano rispetto, deceduti in senato subito dopo la diffusione della notizia.
Che italia di merda.
1.2.09
Follie
Gaza: "Piombo Fuso" ha fatto oltre 1300 morti
http://www.ilretegiornale.it/2009/01/19/haniyeh-rivendica-vittoria-su-israele-ansa/
Haniyeh rivendica vittoria su Israele
(ANSA) - GAZA, 18 GEN - Per Haniyeh l'operazione israeliana nella Striscia e' stata un fallimento e Hamas ha riportato 'una grande vittoria' contro lo stato ebraico. In un discorso alla tv di Hamas a Gaza, Haniyeh ha detto che 'il nemico non e' riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati. Dio ci ha accordato una grande vittoria e non per una fazione o per un partito ma per un intero popolo', ha detto Haniyeh definendo 'saggia e responsabile', la sospensione delle ostilita' annunciata da Hamas per una settimana.

28.1.09
Protezione civile - Una storia a fumetti

Il lavoro è stato realizzato interamente dall'Associazione Culturale Chine Vaganti, di cui mi pregio di far parte, in collaborazione con Protezione Civile e Provincia del Medio Campidano.
Precisamente, la parte relativa ai testi è stata sfangata da me, Marcello Lasio, Massimiliano Marongiu, Daniele Mocci.
I disegni sono opera del duo (degno di Montanari & Grassani e Grattachecca & Fichetto) Vinci-Figus.
La colorazione è degli allegri Maurizio Nonnis e Luca Usai.
La realizzazione finale ha soddisfatto noi e i nostri committenti.
Di mio, ricordo che la mia parte di sceneggiatura fu scritta in nave, mentre mi recavo a Roma per sopraggiunti e imprevisti motivi di lavoro, e inviata via mms (ancora i miei soci mi prendono per il culo!) per non toppare la data di consegna. Tralascio le simpatiche invocazioni vudù che condirono quel viaggio, capitato proprio al momento giusto (più o meno lo stesso, perfetto, tempismo di un attacco lacerante di diarrea durante la discussione della tesi di laurea).
Comunque tutto bene ciò che finisce bene.




Se vi va di leggere la ministoria sceneggiata da quell'amico di maria che è Marcello Lasio, cliccate QUI!
Se invece morite dalla voglia di vedere cosa ha combinato quel diavoletto biondo di Daniele Mocci, cliccate QUO!
Causa mancanza di blog, dovrete tenervi la voglia di leggere le parti di raccordo scritte dal nostro Lucio Fulci, MM.
Alla prossima.
24.1.09
Orlo Macchina # 5
L'unico fumetto seriale che esce quando mi pare e piace.
episodi precedenti
ORLO MACCHINA n.1
ORLO MACCHINA n.2
ORLO MACCHINA n.3
ORLO MACCHINA n.4
19.1.09
Nacque, nocque
Morì ad Hammamet, da latitante.
Negli ultimi anni varie voci hanno cercato di rivalutarne il ricordo.
Da destra e da sinistra, in politica.
Ma non solo nella politica.
De Gregori, per sempio, ha detto "Se ripenso a Craxi credo che intellettualmente sia molto superiore a tanti politici di oggi".
Sono d'accordo.
Ma la mia non è una rivalutazione di Craxi. Anzi. È semplicemente una constatazione amara, che nel confronto fa perdere di ulteriore valore la classe politica odierna.

E mi va di ricordarlo con alcune frasi.
Due sono di comici famosissimi. Quella che la intermezza è una parte di un suo discorso, di certo coraggioso e privo di ipocrisia. Dopodiché, la pianto con le commemorazioni, che questo blog sta assomigliando ad un cimitero.
"La cena in Cina... c'erano tutti i socialisti, con la delegazione, mangiavano... A un certo punto Martelli ha fatto una delle figure più terribili... Ha chiamato Craxi e ha detto: «Ma senti un po', qua ce n'è un miliardo e son tutti socialisti?». E Craxi ha detto: «Sì, perché?». «Ma allora se son tutti socialisti, a chi rubano?» [Beppe Grillo, durante una puntata di Fantastico nel 1986. Dopo questa battuta fu cacciato dalla rai per alcuni anni.]
"[...]E tuttavia, d'altra parte, ciò che bisogna dire, e che tutti sanno del resto, è che buona parte del finanziamento politico e' irregolare od illegale. I Partiti specie quelli che contano su apparati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche e operative, hanno ricorso e ricorrono all'uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale. Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest'aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo (e nessuno si alzò o giurò in senso contrario, ndcarburo): presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro" [Bettino Craxi, discorso alla Camera del 29/04/1993]
"Chissà tra cinquant'anni che scriveranno nell'epitaffio di Craxi, per me basterebbero due parole: «Nacque, Nocque», fine della situazione" [Benigni, E l'alluce fu, pag.125]
18.1.09
Un film: The Spirit
Però.
Il suo primo film da regista, The Spirit, non mi è piaciuto affatto.

Perché non riesce a fare ciò che solitamente a Frank Miller, sulle pagine dei suoi fumetti, riesce benissimo.
Non riesce a raccontare, cazzo.
Non riesce ad appassionare al racconto, o ai personaggi.
Il film, così come è costruito, è un'accozzaglia di cliché con molta forma e poca sostanza.
Molta forma, perché le inquadrature sono seducenti, azzeccate, epiche nella loro magniloquenza.
Molta forma, perché la fotografia è giocata di contrasti fortissimi, di neri pieni e saturazioni dal forte impatto.
Bellissima, ma già vista. In Sin City. E in Sin City, maledizione, c'era una narrazione calibrata, forse anche fighetta ed eccessiva, ma C'ERA!
(Tra parentesi, già nella grafica il cartellone di The Spirit ricalcava quello di Sin City... ora, vabbé che entrambi hanno l'impronta di Frankone, ma questa ombra iconografica comune, anche se molto cool, a me sa di forzatura).
Dicevo.
La narrazione, in The Spirit, è invece priva di ritmo, è macchinosa, banale, vuota.
Appunto, c'è poca sostanza. Nessun sussulto, manco un sospiro di sollievo finale. Tanto, vista la (certamente voluta, ma non azzeccata) quantità di cliché del genere che Miller ha immesso nella vicenda, nel finale la speranza di venire sorpresi era già bella che sepolta.
Menzione d'onore per lo strepitoso Samuel L. Jackson (azzeccato, bravissimo, sornione e figlio di puttana quanto serve per dare vita ad un cattivissimo e malgrado tutto amabile Octopus), e anche per Gabriel Macht, a suo agio con la stilosissima cravatta rossa di Denny Colt.
Minzione d'onore (ergo una bella pisciata alla facciazza sua) alla prima fatica cinematografica di Frank Miller. Sarà che da lui mi aspetto sempre il meglio e The Spirit, purtroppo, non lo è.
A riprova del fatto che i gusti sono questione squisitamente soggettiva, comunque, segnalo la recensione del socio Marcello Lasio. Potete leggerla QUA!
P.S.: Menzione speciale anche per il tipo che si è visto il film a fianco a me. A tre quarti del film ha detto all'amico che era con lui “Dopo aver toppato la festa di Capodanno, abbiamo toppato anche il film (era la sera del primo gennaio 2009, ndcarburo), bella gagara ”.
Per fortuna che a capodanno ho lavorato.
12.1.09
Dieci anni
Come cazzo posso esimermi dal dare il giusto tributo ad una persona così grande?
Ad una persona che ha scritto genialate del tipo "Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora, lei è una donna piuttosto distratta" (da Amico fragile)?
Come? Come faccio?
Dedico questo pezzo al mio socio Simone, che adora la persona in questione.
Dedico questo pezzo alla popolazione della Sardegna, legata a filo doppio alla figura di questo anarchico in musica, che imparò sa limba per poter parlare in dialetto con il pastore della sua tenuta sarda.
Riposa in Pace, Fabrizio De André (1940 - 1999).
10.1.09
E stanotte si suona!
Qua sotto il manifesto realizzato dal nostro caro bassista Mullah.

Si suonerà al nostro allegro paesello, in un'allegra mescita di bevande.
Venite a trovarci...
Ma anche no.
Tanto ci pagano uguale.